Oggi avevo intenzione di scrivere, di scriverti.
Scrivere qualcosa, per sentirmi meno sola, meno vuota, meno io.
Scriverti per sentire di nuovo quel pezzo di me che troppo spesso dimentico, che soffoco, che nego.
Volevo scriverti che ho il cuore pesante, quasi di piombo.
Che sto provando ad uscirne, davvero.
Che noi siamo finiti, irrimediabilmente, indubbiamente, finiti.
Ma non sono finita io.Che provo, ogni mattina, sveglia e sola, a farmene una ragione
Che tu non ci sei accanto a me
Che non tornerai (tu non torni mai)
Che l’amerai fino a toglierti il sonno, il respiro
E che io continuo dopo i tuoi occhi, spostando il confine il mio punto di vista
Ed eccomi.
Confusa, fredda, io. 1,55 m di niente, di tanto, forse troppo.
Occhi grandi e castani: morti, veri, vivi.
Piccole mani, sempre fragili, sempre fredde.
Fianchi troppo larghi, ancora.Come piace a te.
Capelli dai forti colori autunnali, io.
L’eterna primavera.
E io e te, invece, un fuoco d’estate.
Noi, quel mai-solo-noi.
Grandi orizzonti di bugie, menzogne.
Ed io, legata da sottili fili delle tue parole, delle tue paure.
Io, la ragazza dall’anima in fiamme.
Volevo scriverti che vivi nelle mie notti più scure e sole.
Che ogni tanto ti penso ancora, ti ricordo. Che anche se ho dimenticato il sapore delle tue labbra e il colore dei tuoi occhi, ricordo.
E ancora un senso non ce l’hai.
Mentivi sempre, davvero?
E che “insieme stiamo meglio, io e te”.
Che “abbiamo i demoni compatibili, noi”.
Ma non oggi, non domani, non adesso.
Ma mia testa, nel mio cuore, tra le costole e nell’aria dei polmoni, era reale. Eri reale quanto i brividi, le vertigini, il batticuore.
Ma ero solo, di nuovo, ancora, io.
Volevo scriverti, nell’impeto del momento, che sei un gran bastardo.
Che ti auguro il peggio del peggio: di soffrire e amare fino a scoppiare l’anima, di perderla, di soffrire almeno quanto me.
Ma mentirei a me stessa, di nuovo.
Nessun odio.
Ma la tua felicità, sempre.
Mi faccio forte e dico che passerà, passerai.
Che dopo l’autunno viene l’inverno e altre braccia mi stringeranno, ricorderò altre labbra e altri profumi, altri occhi e altri grandi amori.
Mi ricordo che tutto passa, come siamo passati noi.
Ma io non passo. Io resto.
E ora guardami, mentre vedo il mondo oltre te.
Guardami. Una parte di me ti amerà sempre e continuerà ad aspettarti, mentre io vado avanti, sulle mie gambe, con una croce sul cuore e tante altre parole d’amore.
Avrei voluto scriverti un addio.
Ma il punto tra noi l’hai messo tu. E a testa bassa io accetto, confermo.
E stasera non ti scriverò.
Io, che non ti manco neanche un po’.
Quindi consideralo un “voglio continuare a vivere. E se vuoi tornare, torna. Che io ti aspetto, mentre continuo a respirare, camminare. Ma che, adesso, io scelgo me.”.
Consideralo un “smetterò di scrivere, di te, per te. Per me.